Rossana Molinatti

La vestizione della sposa

Colori, galli e violini

Per rappresentare Chagall, ho pensato subito agli elementi ricorrenti del pittore: la sposa, l'angelo col violino, il gallo e lo sposo sempre in posizioni precarie. Per prima cosa, mi sono preoccupata di fare il violino: immaginavo che non fosse facile, ma con molta perseveranza ci sono riuscita. Alla fine mi sono accorta che era anche troppo ben fatto, rispetto ai violini molto più approssimativi di Chagall. Un'altra concessione alla realtà, sono state le zampe del gallo che ho copiato direttamente dal vero. Avrei voluto finire l'abito della sposa con uno speciale arriccio che, purtroppo non ho ottenuto malgrado la consulenza delle mie amiche sarte. Ho cercato i fiori che fossero più vicini al suo modo di farli; ho colto io stessa il pungitopo sulle Alpi Apuane ed averlo immerso nella pittura verde. In Piazza, un professore attorniato dai suoi studenti, guardando la mia rappresentazione di Chagall ha così sentenziato: "È la femminilità che strozza il maschio con l'arte (l'angelo che suona il violino) e l'animalesco (il gallo)". Era la definizione più giusta di Chagall stesso.

1458

Londra, National Gallery

1989

OMAGGIO 

A MARC CHAGALL

1940 - Venezia, 

Collezione Peggy Guggenheim

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Comparazione di elementi originali e dell’interpretazione nella maschera.

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