Rossana Molinatti • 1930 - 2021

1893 -Oslo,  Nasjonalgalleriet.

2013

OMAGGIO 

EDVARD MUNCH

L’urlo

Un urlo fra le calli

Il celebre dipinto di Munch era da un pezzo che l’avevo nei miei programmi: d’altro canto, come si può sfuggire al fascino spettrale di quell’essere che grida il suo terrore e la sua disperazione lungo un ponte in una tavolozza di colori che neppure il caldo tramonto che ha alle spalle riesce a riscaldare? Come per molte altre mie maschere, anche questa ha la testa e le mani in cartapesta dipinta e, sul lungo abito nero, ho ricostruito col panno Lenci il resto del dipinto, col ponte, il mare, il tramonto e quei due personaggi inquietanti che sembrano assistere indifferenti alla tragedia che si svolge dietro a loro.

Grazie anche ad un benevolo Giove Pluvio che ha graziato i primi giorni di un Carnevale inserito in un periodo eccezionalmente piovoso, sono potuta girare per la Piazza e le calli veneziane, riscuotendo subito un grande interesse: anche grazie ai telefonini che fotografano: solo la prima domenica la gente mi avrà fatto qualche migliaio di scatti, molti con parenti o amici del “fotografo” che si atteggiavano con la bocca aperta e le mani tese lungo le guance. Per fortuna L’Urlo” di Munch è uno dei dipinti più conosciuti in assoluto (assieme alla Ragazza dall’orecchino di perla di Vermeer e, ovviamente, a Sua Maestà la Gioconda di Leonardo) e pressoché tutti l’hanno individuato al primo colpo, bambini compresi. Anzi, dirò di più, perché l’hanno “personalizzato” mentre mi chiamavano: «Ehi, urlo! Puoi venire qui che ci facciamo un selfie?» 

1458

Londra, National Gallery

Nell’antico chiostro dell’ex monastero di San Salvador.


Sotto: in Piazza San Marco tra le altre maschere.

Sotto: con uno stupito Re Sole…

…e con un allegro mino.