Rossana Molinatti • 1930 - 2021

1993

OMAGGIO 

A HIERONYMUS BOSCH

1480 - 1490

Madrid, Museo del Prado

Il giardino delle delizie

Inferno e Paradiso tra le calli di Venezia

Mi è venuta l’ispirazione davanti al trittico del Prado, ma rimandavo sempre l’esecuzione poiché l’impresa mi pareva titanica. Ma quando ho avuto in mano il grande libro dl Bosch edizione Rizzoli 1989, non ho avuto più esitazioni. L’entusiasmo e il grande amore che ho per il pittore fiammingo, mi sollecitavano a riprodurre tutto quello che lui aveva rappresentato; purtroppo per mancanza di spazio e di volume, ho dovuto limitarmi a scegliere gli episodi più significativi, anche se con profondo rammarico. Ho lavorato per più di cinque mesi. La gente nella Piazza, dopo uno sguardo molto sommario, sentenziava: «La xe ‘na botegheta!» (È un negozietto). Effettivamente poteva sembrare un piccolo negozio. Le figurette nude sono delle imitazioni delle Barbie (le vere erano troppo pesanti!), opportunamente modificate. Ho tormentato i miei amici per reperire gufi, uccellini, gingilli dell’albero di Natale, ho cercato lungo la spiaggia del Lido i rami portati dal mare imbiancati dal salso. Ogni cosa doveva essere rigorosamente consona allo spirito dell’opera di Bosch. Gli spagnoli, quando lo riconoscevano, gridavano entusiasti: «El Bosco!»; così ho scoperto che in Spagna il pittore si chiama così. Mi sono divertita soprattutto a fare la zona dell’inferno: mi sono stupita che anche la musica fosse uno strumento di peccato; e pensare che al suo tempo non esistevano ancora le discoteche! Un’ultima curiosità: Bosch doveva conoscere l’albero detto Baobab che io ho conosciuto nel Madagascar, poiché ne ha rappresentato uno nel Paradiso!

1458

Londra, National Gallery